Il Fatto: Luca Palamara, tutti i viaggi e le vacanze individuate dalla Guardia di Finanza

È indagando su Fabrizio Centofanti, l’imprenditore dei ‘regali’ rinviato a giudizio nell’ambito dell’inchiesta siciliana sulla corruzione di magistrati che vede coinvolti gli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore, che gli investigatori delle Fiamme gialle hanno scovato alcune fatture sospette. A carico dell’impresario anche la cena di Capodanno per 456 euro come confermato dal titolare dell’hotel.

Rif: https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/05/31/luca-palamara-tutti-i-viaggi-e-le-vacanze-individuate-dalla-finanza-da-madonna-di-campiglio-a-dubai/5222598/

Corriere della Sera: «Palamara corrotto con viaggi e gioielli». Gli incontri con Lotti e Ferri per discutere le nomine

Luca Palamara

Il pm avrebbe ricevuto da un imprenditore un anello da 2.000 euro per un’amica e il pagamento di soggiorni e vacanze. Negli incontri con Lotti e Ferri, deputati pd, avrebbe rivendicato il suo ruolo nelle trame per le nomine alla Procura di Roma.
Rif: https://www.corriere.it/cronache/19_maggio_30/palamara-corrotto-viaggi-gioielli-incontri-lotti-ferri-discutere-nomine-c36b6574-8310-11e9-93b3-f04c99d00891.shtml

Il Foglio: Le ragioni della insolita timidezza mediatica di Davigo sul Csm (do you know Palamara?)

Piercamillo Davigo

C’è un grande assente nella tambureggiante campagna mediatica in corso sul cosiddetto caso “toghe sporche”, che ha finora portato al passo indietro di ben cinque componenti del Csm dopo l’apertura dell’indagine per corruzione nei confronti dell’ex presidente dell’Anm Luca Palamara. Parliamo dell’ex pm di Mani pulite, Piercamillo Davigo, oggi membro togato proprio in Csm. Dopo averci abituato a continue interviste sui giornali e a presenze fisse nei talk show televisivi, Davigo, almeno fino a oggi, si è rintanato nel silenzio,…

Rif: https://www.ilfoglio.it/giustizia/2019/06/06/news/le-ragioni-della-insolita-timidezza-mediatica-di-davigo-sul-csm-do-you-know-palamara-258930/

Palamara, i Trojan e lo Spazzacorrotti. Tutti gli aspetti tecnologico-normativi della Magistratopoli

palamara
Luca Palamara

 trojan utilizzati dalle Procure fanno una vittima eccellente: Luca Palamara, ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati (Anm) e, fino al 2018, consigliere del Csm, oggi indagato per corruzione dalla procura di Perugia.

Si dovrebbero infatti a un malware inoculato nello smartphone del magistrato la maggior parte delle intercettazioni raccolte che in questi giorni sono pubblicate dai giornali.

Il funzionamento del malware è spiegato in un articolo di Vincenzo Iurillo e Virginia Della Sala pubblicato sul Fatto Quotidiano del 4 giugno: «È utilizzato per le intercettazioni, ma è super evoluto: può far ascoltare le telefonate ma raccogliere gli audio ambientali (tramite l’attivazione del microfono), i video tramite l’attivazione in remoto della telecamera, il tracciamento degli spostamenti tramite il Gps, la cronologia della navigazione online o la navigazione in diretta, registrare qualsiasi lettera digitata dalla tastiera e permettere di prendere il controllo totale del dispositivo. […] Inoltre, una particolare funzione permette a questi software di non essere rilevati dagli antivirus».

rif: https://www.startmag.it/innovazione/palamara-trojan-magistratopoli-spazzacorrotti/

Agi: L’Anm ha scelto la linea dura per i togati del Csm coinvolti nell’inchiesta di Perugia

caso procure anm palamara
IL CSM

utti i coinvolti saranno deferiti ai probiviri. I giudici si interrogano sulla necessità di un riscatto della categoria ferita dalle ‘degenerazioni correntizie’. Le reazioni della politica, l’autosospensione non basta: devono dimettersi i togati di Palazzo dei Marescialli i cui nomi emergono dalle carte dell’inchiesta di Perugia, in relazione ad incontri con il pm di Roma Luca Palamara e i deputati Pd Luca Lotti e Cosimo Ferri, in cui si sarebbe parlato della nomina del nuovo capo della procura della Capitale.

rif: https://www.agi.it/cronaca/caso_procure_anm_palamara-5606824/news/2019-06-06/

Agi: Per il Csm il caso Palamara è un terremoto senza precedenti

caso palamara terremoto csm
Luca Palamara

L’inchiesta sul sostituto procuratore Luca Palamara (ex presidente dell’Associazione Nazionale magistrati ed ex componente dello stesso Csm) ha minato le fondamenta del Consiglio, producendo danni gravissimi soprattutto per la credibilità del potere giudiziario

rif. https://www.agi.it/blog-italia/luciano-galassi/caso_palamara_terremoto_csm-5613224/post/2019-06-06/

Libero: Caso Palamara, anche Gianluigi Morlini e Paolo Criscuoli si autosospendono: “È caccia alle streghe”

Il caso Palamara miete altre vittime. Anche Gianluigi Morlini di Unicost e Paolo Criscuoli di Magistratura indipendente si sono autosospesi. Il primo è il presidente della V commissione che decide gli incarichi direttivi, il secondo è componente della I e VI commissione. Entrambi erano presenti agli incontri di Roma durante i quali, con i parlamentari del Pd Cosimo Ferri e Luca Lotti, si discuteva delle nomine per il procuratore di Roma che avrebbero poi determinato la scelta di altri magistrati per almeno cinque procure di tutta Italia. 

Luca Palamara

rif: https://www.liberoquotidiano.it/news/italia/13469773/luca-palamara-csm-magistratura-gianluigi-morlini-paolo-criscuoli-autosospensione-caccia-alle-styreghe.html

Corriere: Le trame di Palamara contro Ermini. Lotito in campo per difendere persone a lui vicine

Le trame di Palamara contro Ermini. Lotito in campo per difendere persone a lui vicine

Le critiche al numero 2 del Csm per non essere allineato. Lotti si difende: «Cenare con me non è un reato»

rif. https://www.corriere.it/cronache/19_giugno_05/trame-palamara-contro-ermini-lotito-campo-difendere-persone-lui-vicine-9ef88bd0-87d0-11e9-b851-9738da749704.shtml?refresh_ce-cp

Repubblica: Caso Palamara, l’Anm: “Insufficienti le autosospensioni, via tutti i giudici coinvolti”

Caso Palamara, l'Anm: "Insufficienti le autosospensioni, via tutti i giudici coinvolti"

Il parlamentino dell’associazione nazionale dei magistrati ha ascoltato l’appello del presidente Grasso. Interviene il premier Conte: “Indipendenza e garanzia per la magistratura”. Roberti: “Il Pd condanni i propri esponenti”. Zingaretti: “Ora massima chiarezza e indagini rapide”

Rif. https://www.repubblica.it/cronaca/2019/06/05/news/palamara_reazioni_grasso-228017390/

Roberto Rossi – Scheda

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Ma vediamo chi è Rossi Roberto attualmente Capo Procuratore del Tribunale di Arezzo. Formatosi nelle procure di Perugia e poi di Mantova, balzò qualche anno fa alle cronache per il suo scontro con l’allora capo della procura di Siena. Scontro dovuto alla conduzione dell’ufficio giudiziario. Ad Arezzo, una sede fino ad allora piuttosto sonnecchiosa, si mette in luce per inchieste di rilievo nazionale. Tra queste la cosiddetta indagine “Variantopoli”. Rossi coordinò l’indagine su presunti illeciti nella gestione urbanistica nel Comune di Arezzo dal 2000 al 2005. L’inchiesta portò all’arresto di tre consiglieri comunali per reati di concussione, abuso di ufficio e corruzione: L’indagine si estese anche al sindaco e coinvolse alcuni imprenditori (tra cui il presidente dell’Arezzo in quegli anni), e coinvolse l’allora responsabile regionale di Forza Italia già sottosegretario del governo Berlusconi. Gli imputati sono stati tutti condannati in primo grado, sentenze confermate in appello ed in Cassazione, salvo alcune prescrizioni. 

Un altro episodio significativo è stato l’arresto di Nadia Desdemona Lioce. La brigatista che insieme al complice Mario Galesi, morto la sera stessa dell’agguato, è stata protagonista del sanguinoso conflitto a fuoco sul treno Roma-Firenze, nel quale è rimasto ucciso l’agente delle Polizia Ferroviaria Emanuele Petri.

Rossi condusse l’indagine su Eutelia S.p.A., all’epoca il quarto gestore nazionale di telefonia per volume di affari.

E ancora: l’indagine per evasione, reati fiscali e sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte a carico di Licio Gelli e dei suoi familiari, che hanno condotto la procura di Arezzo a predisporre il sequestro preventivo di villa Wanda, porta la sua firma. Un processo che si concluse prescrizione e il dissequestro della villa.

Di recente, si trovò anche al centro di una querelle politica: la sua indagine – a poche settimane dal voto amministrativo – nei confronti di un assessore alla cultura del comune di Arezzo a detta di molti, ha consegnato – si fa per dire – alla destra il comune toscano, considerato un feudo della Boschi.

Certo e’ presente il nodo del conflitto di interesse dato dalla sua “consulenza” per il Palazzo Chigi.

Gli si imputa anche di aver sollecitato lui stesso la consulenza dopo la scadenza del primo incarico.

E poi, qui sta il nocciolo, lo si accusa di non aver indagato il padre della Boschi dopo i rilievi mossi dalla Banca di Italia.