Saguto, si aggrava la posizione dell’ex magistrato. Arriva l’accusa di concussione

Il pm di Caltanisetta Maurizio Bonaccorso chiederà l’assoluzione di Aulo Gigante, amministratore giudiziario delle imprese Niceta, tra gli imputati del processo sul “Sistema Saguto” . Lo ha annunciato oggi in aula lo stesso magistrati. Al contrario si aggrava la posizione di Silvana Saguto, ex presidente della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, protagonista principale del caso giudiziario. Per il capo di imputazione che riguardava Gigante, accusato di corruzione in concorso, la contestazione, per l’ex presidente, passa da corruzione a concussione. Il giudice avrebbe costretto il legale a fare un incarico.

L’episodio nasce da un’intercettazione ambientale effettuata nell’ufficio del magistrato. Dalla conversazione si evinceva che l’imputata aveva invitato l’avvocato Gigante, che si occupava dell’amministrazione del gruppo imprenditoriale Niceta, a  sostituire un collaboratore con un altro da lei suggerito. La sostituzione, però, non fu mai fatta.

Gigante, difeso dagli avvocati Giacomo Butera e Enrico Tignini, è stato rinviato a giudizio per corruzione.  Dal processo, però, è emerso che l’ex amministratore si limitò a raccogliere l’indicazione del magistrato senza darvi seguito. Per questo il pm ha annunciato che chiederà l’assoluzione di Gigante, mentre la Saguto si trova ora a rispondere, per questo episodio, di concussione anziché di corruzione. Il processo proseguirà il 9 gennaio. A metà gennaio comincerà la requisitoria del pm.

rif:https://palermo.repubblica.it/cronaca/2019/12/11/news/saguto_si_aggrava_la_posizione_dell_ex_magistrato_arriva_l_accusa_di_concussione-243203222/

Silvana Saguto si aggrava posizione ex magistrato, spunta ipotesi concussione

Il Pm di Caltanisetta Maurizio Bonaccorso chiederà l’assoluzione di Aulo Gigante, amministratore giudiziario delle imprese Niceta, tra gli imputati del processo sul cosiddetto “Sistema Saguto” .

Lo ha annunciato oggi in aula lo stesso pubblico ministero. Al contrario si aggrava la posizione di Silvana Saguto, ex presidente della sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, protagonista principale del caso giudiziario.

Per il capo di imputazione che riguardava Gigante, accusato di corruzione in concorso, la contestazione, per l’ex presidente, passa da corruzione a concussione.

Il processo ruota attorno alla gestione delle nomine di amministratori giudiziari di beni sequestrati e confiscati alla mafia: Saguto, ora radiata dalla magistratura, secondo gli inquirenti, avrebbe dato gli incarichi solo a suoi fedelissimi.

In cambio avrebbe ricevuto favori e regali. L’episodio che riguarda la Saguto e l’ex amministratore giudiziario Gigante nasce da una intercettazione ambientale effettuata nell’ufficio del magistrato.

Dalla conversazione si evinceva che l’imputata aveva invitato l’avvocato Gigante, che si occupava dell’amministrazione del gruppo imprenditoriale Niceta, a sostituire un collaboratore con un altro da lei suggerito.

La sostituzione, però, non fu mai fatta. Gigante, difeso dagli avvocati Giacomo Butera e Enrico Tignini, è stato rinviato a giudizio per corruzione.

Dal processo, però, è emerso che l’ex amministratore si limitò a raccogliere l’ indicazione del magistrato senza darvi seguito.

Per questo il pm ha annunciato che chiederà l’assoluzione di Gigante, mentre la Saguto si trova ora a rispondere, per questo episodio, di concussione anziché di corruzione. Il processo proseguirà il 9 gennaio. A metà gennaio comincerà la requisitoria del pm.

rif:https://www.blogsicilia.it/palermo/silvana-saguto-si-aggrava-posizione-ex-magistrato-spunta-ipotesi-concussione/509155/

Cassazione respinge il ricorso: Silvana Saguto radiata dalla magistratura

Silvana Saguto è definitivamente fuori dalla magistratura. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione disciplinare della rimozione per l’ex presidente della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, a processo a Caltanissetta con l’accusa di aver gestito illecitamente le procedure di designazione degli amministratori giudiziari dei beni sequestrati e confiscati alla mafia.

Con la sentenza depositata oggi, la Suprema Corte ha ritenuto in parte “inammissibile” e in parte “infondato” il ricorso presentato dal giudice e accolto in parte quello del ministero della Giustizia, che ha presentato un reclamo, da parte della sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura, contro l’assoluzione da una serie di contestazioni disciplinari. Il caso dovrà quindi tornare nuovamente alla sezione disciplinare del Csm.“

rif:http://www.palermotoday.it/cronaca/silvana-saguto-radiazione-magistratura-sentenza-cassazione.html

Caso Saguto: giudice rimossa da magistratura, Cassazione conferma sanzione

Palermo, 29 ott. (Adnkronos) – La giudice Silvana Saguto è definitivamente fuori dalla magistratura. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione disciplinare della rimozione dalla magistratura della ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, a processo a Caltanissetta con l’accusa di aver gestito illecitamente le procedure di designazione degli amministratori giudiziari dei beni sequestrati e confiscati alla mafia. Con la sentenza depositata oggi, la Suprema Corte, che ha ritenuto in parte “inammissibile” e in parte “infondato” il ricorso di Silvana Saguto.

Rif:https://www.liberoquotidiano.it/news/cronaca/13524495/caso-saguto-giudice-rimossa-da-magistratura-cassazione-conferma-sanzione.html

La Cassazione conferma: Saguto radiata dalla magistratura

Confermata la sanzione disciplinare della rimozione dalla magistratura per Silvana Saguto,ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, accusata a Caltanissetta di aver gestito illecitamente le procedure di designazione degli amministratori giudiziari dei beni sequestrati e confiscati alla mafia. 

Le Sezioni Unite civili della Cassazione hanno respinto il ricorso della giudice e accolto in parte quello del ministero della Giustizia, che ha presento reclamo contro l’assoluzione, da parte della sezione disciplinare del Csm, da una serie di contestazioni disciplinari.

Saguto contestava tra l’altro la violazione del suo diritto di difesa, poiché non avendo potuto recarsi a palazzo dei Marescialli a Roma per l’udienza disciplinare era stato disposto il video-collegamento e non il rinvio. E che non fosse stata disposta la sospensione del procedimento disciplinare in attesa dell’esito del processo penale.

Due obiezioni respinte dalla Cassazione, perché non vi era “assoluta impossibilità a comparire” e perché “la pendenza di un processo penale relativo agli stessi fatti non determina la necessaria sospensione del procedimento disciplinare”, visto che “i criteri di accertamento della responsabilità sono diversi”.

Visto che la Cassazione ha in parte accolto il ricorso del ministero, il caso dovrà tornare nuovamente alla sezione disciplinare del Csm.

rif:http://www.ilsicilia.it/la-cassazione-conferma-saguto-radiata-dalla-magistratura/

Silvana Saguto radiata dalla magistratura. La Cassazione conferma il provvedimento

Silvana Saguto radiata dalla magistratura. La Cassazione conferma il provvedimento

L’ex presidente della sezione Misure di prevenzione di Palermo è sotto processo a Caltanissetta

Le sezioni unite civili della corte di Cassazione hanno definitivamente rimosso dall’ordine giudiziario Silvana Saguto, l’ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, travolta dallo scandalo sulla gestione dei beni sequestrati alla mafia scoppiato nel 2015 e accusata di “aver usato la sua posizione di magistrato per conseguire vantaggi ingiusti”. La Cassazione ha ritenuto legittima la rimozione dall’ordine giudiziario inflitta dal Consiglio superiore della magistratura e su cui l’ormai ex magistrato Silvana Saguto aveva fatto ricorso sul verdetto pronunciato nel 2018 dalla disciplinare di palazzo dei Marescialli che l’aveva condannata alla massima sanzione prevista dall’ordinamento.

Con la sentenza depositata oggi, la Suprema Corte, che ha ritenuto in parte “inammissibile” e in parte “infondato” il ricorso di Saguto, ha invece accolto alcuni motivi contenuti in quello presentato dal ministero della Giustizia, che aveva impugnato la decisione del Csm nei punti riguardanti l’assoluzione del magistrato da alcune incolpazioni. La Cassazione, infatti, ha ritenuto carenti le motivazioni alla base di alcune assoluzioni, e, solo su questi punti, ha disposto un nuovo procedimento davanti alla disciplinare.

rif: https://palermo.repubblica.it/cronaca/2019/10/29/news/silvana_saguto_radiata_dalla_magistratura_la_cassazione_conferma_il_provvedimento-239809102/

Tribunale fallimentare di Perugia, l’inchiesta si allarga

Nel mirino dei pm fiorentini 8 anni di incarichi | Sentite già decine di professionisti

Si allarga l’inchiesta condotta dalla Procura di Firenze sui presunti illeciti compiuti al Tribunale fallimentare di Perugia. Un’inchiesta che vede tra gli indagati anche il presidente della sezione fallimentare del tribunale civile di Perugia, Umberto Rana, due commercialisti, un consulente del lavoro e un avvocato.

L’indagine sarebbe partita da un filone dell’inchiesta, condotta sempre dalla Procura fiorentina, sull’attività della pm Duchini nell’ambito delle vicende che hanno coinvolto la famiglia Colaiacovo.


Inchiesta di Firenze, indagati Duchini e Colaiacovo


In particolare, secondo quanto si è appreso, i pm starebbero verificando le spese per il concordato della Fc Gold.Ma nel mirino dei pm fiorentini ci sarebbero almeno 8 anni di attività del Tribunale fallimentare di Perugia e del presidente Rana, da una procedura del 2012 sino ad una risalente allo scorso luglio.

Secondo la Procura fiorentina ci sarebbero state irregolarità nell’affidamento di procedure concorsuali a professionisti, in violazione del principio di rotazione degli incarichi. Inoltre, alcuni provvedimenti sarebbero stati preventivamente concordati con alcuni dei professionisti interessati. Da qui l’inchiesta per corruzione in atti giudiziari.

Numeroso il materiale sequestrato negli uffici ed anche nelle abitazioni degli indagati. Così come decine sono stati i professionisti ascoltati dagli inquirenti in soli due giorni, per un’inchiesta che quindi sembra destinata ad allargarsi.

rif: https://tuttoggi.info/tribunale-fallimentare-di-perugia-linchiesta-si-allarga/539579/

Perugia, noto giudice fallimentare viene indagato per corruzione

E’ questa l’ipotesi di reato al centro di una nuova indagine che parte dalla Procura di Firenze. Tra le prove anche le memorie dei computer

PERUGIA – Concorso in corruzione in atti giudiziari. E’ questa l’ipotesi di reato al centro di una nuova indagine che parte dalla Procura di Firenze e arriva a toccare la giustizia perugina, già finita al centro dell’inchiesta scandalo che ha coinvolto l’ex procuratore aggiunto, Antonella Duchini. Giovedì mattina, militari della sezione di polizia giudiziaria fiorentina, su delega del procuratore aggiunto toscano, Luca Turco e del sostituto, Leopoldo De Gregorio, hanno perquisito l’ufficio del presidente della sezione fallimentare del tribunale civile di Perugia, Umberto Rana. Secondo quanto si apprende, il giudice è stato iscritto nel registro degli indagati perché i magistrarti fiorentini ipotizzano irregolarità nell’affidamento degli incarichi ad alcuni professionisti e nell’assunzione di alcuni provvedimenti. Insieme a lui, un avviso di garanzia è stato notificato anche all’avvocato Pier Francesco Valdina, e ai commercialisti Patrizio Caponeri, Corrado Maggesi e Andrea Barbieri.

Professionisti Alcuni dei professionisti indagati hanno avuto un ruolo anche nel fallimento della “Colaiacovo Gold”, questione già al centro dell’inchiesta sull’ex procuratore aggiunto di Perugia, Antonella Duchini. Oltre al presidente della sezione fallimentare di Perugia, Umberto Rana, che due anni fa venne accoltellato da un imprenditore di Spello quando salvò la collega, Francesca Altrui, aggredita nel suo ufficio, sono state eseguite anche altre perquisizioni. I militari della sezione di polizia giudiziaria della Procura di Firenze hanno copiato memorie di computer, cellulari e hanno sequestrato documentazione utile al prosieguo dell’indagine.Ricevuto Stando a quanto emerge, il giudice Rana è accusato di aver ricevuto utilità “per sé e per gli altri” in cambio delle nomine dei consulenti indagati – compiendo atti contrari ai doveri d’ufficio – nell’ambito di procedure fallimentari, segnalate dagli stessi professionisti e comunque in violazione del principio di rotazione. L’accusa ipotizza inoltre l’adozione di provvedimenti concordati in precedenza con gli stessi professionisti. I cinque, ma gli indagati sarebbero oltre una decina e alcuni sarebbero stati già sentiti, sono accusati, a vario titolo, in concorso, di corruzione e corruzione in atti giudiziari.

Inchiesta per corruzione, indagato il presidente del Tribunale fallimentare di Perugia

Nel registro degli indagati, insieme a Rana, due commercialisti, un consulente del lavoro e un avvocato

a Procura di Firenze indagata su presunti illeciti compiuti al Tribunale fallimentare di Perugia. Iscritto nel registro degli indagati il presidente della sezione fallimentare del tribunale civile di Perugia, Umberto Rana, due commercialisti, un consulente del lavoro e un avvocato.

Per conto dei magistrati fiorentini sono state compiute perquisizioni, sequestrati fascicoli ed il contenuto di computer e telefonini.

Secondo la Procura fiorentina ci sarebbero state irregolarità nell’affidamento di procedure concorsuali a professionisti, in violazione del principio di rotazione degli incarichi. Inoltre, alcuni provvedimenti sarebbero stati preventivamente concordati con alcuni dei professionisti interessati.

Da qui l’inchiesta per corruzione in atti giudiziari. Un’inchiesta che sembra comunque destinata ad allargarsi per verificare se i presunti illeciti si possano ipotizzare anche a favore di altre procedure, coinvolgendo altri professionisti oltre a quelli già indagati.

rif:https://tuttoggi.info/inchiesta-per-corruzione-indagato-il-presidente-del-tribunale-fallimentare-di-perugia/539330/

Indagato dalla Procura di Firenze il presidente del Tribunale fallimentare: sospetti su incarichi

Indagato dalla Procura di Firenze il presidente del Tribunale fallimentare: sospetti su incarichi

La Procura di Firenze ha iscritto nel registro degli indagati il giudice Umberto Rana, presidente della sezione fallimentare del Tribunale Civile di Perugia. L’accusa è quella di corruzione in atti giudiziari. Oltre al magistrato perugino, la Procura fiorentina sta indagando anche su altri professionisti:  un avvocato, due commercialisti e un consulente del lavoro. 

Nella giornata di ieri sono state effettuate perquisizioni sia al Tribunale Civile che in diversi studi e abitazioni a Perugia da parte degli agenti di Polizia Giudiziaria della Procura di Firenze. Sequestrati fascicoli e copiati dati da computer e telefonini. Secondo le accuse – ancora tutte da provare – il giudice Rana  avrebbe ricevuto “utilità per sé e per gli altri”  a riguardo di alcune nomine dei consulenti nell’ambito delle procedure fallimentari “in violazione anche al principio di rotazione” per gli incarichi. 

L’indagine fiorentina non riguardere solo il magistrato Rana e i 4 professionisti. Si parla, ma non ci sono certezze sui nomi, di almeno una decina il numero delle persone coinvolte e prossime o già iscritte al registro degli indagati. Le accuse variano da corruzione a corruzioni in atti giudiziari. 

L’avviso di garanzia va ribadito non è certo sinonimo di condanna ma è soltanto una informazione rivolta ai diretti interessati avvisati che si sta indagando su di loro. Sia il magistrato che i professionisti – fino ad oggi mai toccati da sospetti e inchieste – insieme ai loro pool di avvocati potranno dimostrare, nelle sedi giudiziare, la propria estraneità ai fatti. L’inchiesta si trova ancora nelle fasi iniziali e dovrà passare al vaglio del Tribunale di Firenze per verificare se ci sono gli elementi per un processo o per una archiviazione immediata. Come detto è ancora tutto da provare. “

Rif: https://www.perugiatoday.it/cronaca/procura-firenze-indagine-consulenze-fallimenti-perugia-tribunale-indagati.html