Il giudice corrotto del Tribunale di Catanzaro condannato a 4 anni e 4 mesi e a pagare 300mila euro. E’ già libero

Il Gup di Salerno, Vincenzo Pellegrino, ha condannato il giudice, attualmente sospeso, della Corte d’Appello di Catanzaro, Marco Petrini, a 4 anni e 4 mesi di reclusione. Condannati a 3 anni e 2 mesi Emilio Santoro, detto Mario, ex dirigente dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza; e a un anno e 8 mesi di reclusione l’avvocato Francesco Saraco. I tre imputati erano accusati di varie ipotesi di corruzione in atti giudiziari. Petrini è stato anche interdetto dai pubblici uffici per la durata di 3 anni e 6 mesi, Emilio Santoro per 3 anni e Saraco per un anno e 6 mesi.

Petrini – ex presidente della seconda sezione della Corte d’appello di Catanzaro e della Commissione tributaria – era accusato di avere accettato offerte di denaro, doni e sesso in cambio dell’interessamento su processi penali e tributari. Dopo l’arresto, nel gennaio 2020, Petrini ammise di avere ricevuto denaro in cambio di favori nelle sentenze e fece i nomi di vari complici nel sistema di corruzione: tra cui avvocati e commercialisti.

Le ‘mazzette’ variavano dai 500 ai 2mila euro, ma in un caso si arrivò a 30mila euro: è la somma che Petrini avrebbe intascato “per la causa di Antonio Saraco”, figura di primo piano del cartello ’ndranghetista Gallace-Gallelli-Saraco, con l’obiettivo di “ammorbidire il procedimento penale” già in appello. Erano i primi mesi del 2019.

L’allora presidente della Corte d’Appello di Catanzaro, per quella somma doveva influenzare la sentenza che erano prossimi a pronunciare i tre colleghi che componevano la Corte d’Appello al processo “Itaca Free Boat”: imputati erano Antonio Saraco e Vincenzo Gallelli, che in primo grado erano stati condannati rispettivamente a 10 e 16 anni. Petrini doveva riuscire a fare ottenere l’assoluzione a Saraco e la riduzione a 6 anni a Gallelli. Fallì: i due ebbero confermata la sentenza.

Oggi la condanna per i tre imputati, per due dei quali, Petrini e Santoro, il Gup, ritenuto che le esigenze cautelari siano venute meno, ha revocato le misure cautelari ordinando l’immediata rimessione in libertà dei due imputati.

Petrini è stato inoltre condannato a risarcire al ministero della Giustizia la somma di 311.500 euro. Stessa cifra dovrà pagare Emilio Santoro. Saraco, che ha avuto la pena sospesa, deve pagare 260mila euro.

Il Tribunale ha ordinato la confisca per equivalente delle somme ritrovate in contanti ai tre imputati. Petrini è condannato a risarcire la Presidenza del Consiglio dei ministri e del ministero della Giustizia, da liquidarsi in sede civile.

Rif: https://www.lecodelsud.it/il-giudice-corrotto-del-tribunale-di-catanzaro-condannato-a-4-anni-e-4-mesi-e-a-pagare-300mila-euro-e-gia-libero

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *