Il Csm fa fuori Palamara, ma la giustizia resta malata

L’ex presidente dell’Anm Luca Palamara è stato rimosso dall’ordine giudiziario. Così hanno sentenziato i giudici della disciplinare del Csm, accogliendo le tesi accusatorie della Procura generale di Cassazione. Nel dispositivo della condanna si fa riferimento alla “rimozione dall’ordine giudiziario”, dichiarando l’ex pm di Roma “responsabile di tutti gli illeciti”.

Rif:https://www.nicolaporro.it/il-csm-fa-fuori-palamara-ma-la-giustizia-resta-malata/

Il caso Palamara e l’Armageddon della magistratura italiana

Luca Palamara prima dell'udienza davanti al Csm, il 9 ottobre 2020

La radiazione dalla magistratura apre la battaglia finale tra le toghe. Le correnti si rimescolano. La prossima settimana le elezioni dell’Anm. Crisi a sinistra sul caso Davigo, scende in campo Spataro

ca Palamara, ex presidente (il più giovane della storia) dell’Associazione nazionale magistrati, il sindacato unico della categoria, non potrà più indossare la toga. E’ stato espulso con una sentenza disciplinare del Consiglio superiore della magistratura, organo di rilevanza costituzionale di cui aveva fatto parte tra il 2014 e il 2018. Non è la scelta della sanzione più grave (negli ultimi 11 anni l’hanno subita 22 magistrati) a rendere il caso

Rif:https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2020/10/09/news/il-caso-palamara-e-l-armageddon-della-magistratura-italiana-1.39400354

Processo farsa per Palamara “Deve lasciare la magistratura”

U na fucilazione senza processo, come si faceva quando al fronte si decimavano ai soldati. E anche l’imputato per cui ieri davanti al Csm viene chiesto il massimo della pena, davanti al plotone in fondo c’è finito per caso, come gli alpini del Carso: perché se invece del suo telefono avessero intercettato quello di un altro capocorrente della magistratura, si sarebbero scoperte le stesse cose.

Ma tant’è. Per Luca Palamara, ex leader di Unicost e ex membro del Consiglio superiore della magistratura, ieri la Procura generale della Cassazione chiede la rimozione dall’ordine giudiziario, la più grave tra le sanzioni previste dall’ordinamento. Se oggi la sezione disciplinare del Csm accetterà la richiesta del suo accusatore, Palamara dovrà restituire la toga indossata il 22 aprile 1996 e cercarsi un altro lavoro. Questo al termine di un processo inesistente, in cui il Csm si è rifiutato di ascoltare i testimoni indicati dalla difesa dell’accusato. E dove tra i giudici che emetteranno la sentenza c’è anche uno dei testimoni che Palamara aveva indicato, quel Piercamillo Davigo con cui si incontrava e che in Csm votò come Palamara desiderava sulla scelta più importante di tutti, la nomina del nuovo procuratore di Roma.

Rif: https://www.ilgiornale.it/news/politica/processo-farsa-palamara-deve-lasciare-magistratura-1895348.html

Anm è un’associazione di clan incostituzionale, Palamaragate ha scoperchiato sistema corrotto e illegale

Anm è un’associazione di clan incostituzionale, Palamaragate ha scoperchiato sistema corrotto e illegale

Se esistesse ancora il premio Stalin (che temo sia stato abolito nel 1956) l’edizione del 2020 avrebbe un vincitore sicuro: il Csm.Cioè l’organo di autogoverno della magistratura, presieduto dal presidente della Repubblica. Il Csm ha celebrato in un tempo brevissimo, e quindi battendo ogni record di rapidità, il processo disciplinare a Luca Palamara, che in passato è stato uno degli dei della magistratura italiana: lo ha svolto senza accettare i testimoni a difesa, senza prove, fondandosi su pochissime intercettazioni ottenute coi Trojan (sono state accettate solo le intercettazioni illegali), negando ogni diritto della difesa e rifiutandosi di svolgere una inchiesta su ciò che Palamara ha denunciato, e cioè un sistema corrotto che domina la magistratura, ne stabilisce le gerarchie, determina la distribuzione dei poteri e – purtroppo – anche l’esito di molti processi, facendo strame dei diritti degli imputati e dell’esigenza di diritto e verità.

rif:https://www.ilriformista.it/anm-e-unassociazione-di-clan-incostituzionale-palamaragate-ha-scoperchiato-sistema-corrotto-e-illegale-166875/

Liquidato un Palamara se ne fa un altro, ecco perché è stato radiato il re delle nomine

Liquidato un Palamara se ne fa un altro, ecco perché è stato radiato il re delle nomine

Da oggi pomeriggio, è una certezza, i problemi che affliggono da anni la magistratura italiana, ad iniziare dalla lottizzazione degli incarichi da parte delle correnti, saranno tutti risolti: Luca Palamara, l’ex potente presidente dell’Associazione nazionale magistrati, sarà radiato dalla sezione disciplinare delCsm. Il processo a suo carico è stato rapidissimo: meno di un mese. Un record assoluto. Chi ha avuto modo di parlare con Palamara in questi giorni l’ha sentito sereno. E non è una frase di circostanza. Palamara da tempo aveva capito che il suo destino era segnato. Ha provato a difendersi, assistito dal consigliere di Cassazione Stefano Giame Guizzi, uno dei magistrati più esperti di questioni disciplinari al Csm. Una difesa a 360 gradi che ha sollevato anche diverse eccezioni di costituzionalità. Ma tutto è stato vano. Quello che è successo non poteva essere archiviato con un semplice “buffetto” da parte della disciplinare del Csm, normalmente ben predisposta nel perdonare i magistrati che inciampano in qualche illecito. Il danno di immagine è stato senza precedenti per poter chiudere un occhio.

rif:https://www.ilriformista.it/liquidato-un-palamara-se-ne-fa-un-altro-ecco-perche-e-stato-radiato-il-re-delle-nomine-166325/

“Fatti gravissimi, unici nella storia italiana, Palamara sia rimosso dalla magistratura”

“Fatti gravissimi, unici nella storia italiana, Palamara sia rimosso dalla magistratura”

Via dalla magistratura. Come previsto, anche dall’interessato Luca Palamara, ieri l’avvocato generale della Cassazione Piero Gaeta ha chiesto il massimo della sanzione disciplinare, la “rimozione” per l’ex presidente dell’Anm ed ex consigliere del Csm che solo fino a maggio 2019 era tra i magistrati più ossequiati d’Italia, uomo forte del correntismo con codazzo di toghe […]

Rif:

Palamara radiato dalla magistratura, il Csm lo condanna alla sanzione massima prevista

Bufera procure, Stefano Palamara radiato dalla magistratura

Luca Palamara è stato radiato dalla magistratura. La Sezione disciplinare del Csm lo ha condannato alla sanzione massima prevista, accogliendo la richiesta della Procura generale della Cassazione. Palamara è il primo ex consigliere del Csm ed ex presidente dell’ Associazione magistrati ad essere rimosso dall’ordine giudiziario.

Rif:http://palamara_radiato_magistratura_sentenza_csm_ultime_notizie_associazione_magistrati_cosa_e_successo_oggi

Magistratopoli, uno schifo così non l’avevo neanche immaginato

Magistratopoli, uno schifo così non l’avevo neanche immaginato

No, non è il mio album di famiglia, quello che sto sfogliando con un po’ di disgusto e che racconta storie di giornalisti e magistrati. Il disgusto è dovuto prima di tutto al fatto che si tratta di intercettazioni, cioè di colpi alle spalle nei confronti di persone che intrattengono conversazioni personali. Mi dà fastidio leggerle, è un’intrusione nei fatti altrui. Il secondo motivo dei miei sentimenti così negativi è dato dalla volgarità d’animo che emerge dal mondo della magistratura più politica e sindacalizzata. Che nel “mondo dei Palamara” si svolgessero intrallazzi, tradimenti, complotti e attacchi alla giugulare, non so perché, ma non mi stupisce. Noi lo chiamiamo il “Partito dei pm”, e ovviamente non riguarda solo il dottor Luca Palamara, che in questa storia, soprattutto nella sua parte giudiziaria, è forse più vittima che carnefice. Ma forse l’abbiamo nobilitato, il “mondo dei Palamara”, dandogli la denominazione di partito. Forse la parte più inedita di queste conversazioni carpite da uno strumentino che si chiama trojan e che ricorda metodi da Ovra, non è la lotta politica, furibonda, che si svolge tra magistrati alla vigilia elettorale delle nomine, ma proprio la volgarità.

La risata grassa, il darsi di gomito come fanno certi uomini al passare di una bella ragazza di cui non è il viso la parte che interessa. La bella ragazza di queste intercettazioni sul “mondo dei Palamara” è proprio il giornalista. Leggere quel che i togati dicono tra loro sul mondo dell’informazione, sullo spregiudicato uso che loro ne fanno e intendono farne, è ancora più imbarazzante di quanto non sia apprendere quante volte si vedono e si sentono e concordano gli articoli da far uscire i pubblici ministeri con i loro amici cronisti. Io stessa ho svolto per molti anni la mia attività di giornalista al Palazzo di giustizia, in gran parte a Milano, un poco anche a Roma. Anzi, ho cominciato a scrivere su un giornale proprio come cronista giudiziaria. È normale che nel posto di lavoro, nel luogo dove vai ogni giorno si costruiscano rapporti, nascano amicizie. A volte anche storie d’amore. Poi va anche detto che la prima fonte delle notizie che riguardano la giustizia è il magistrato, il pubblico ministero, per la precisione. Poi naturalmente ci sono gli avvocati, le forze dell’ordine, i cancellieri, i segretari, eccetera eccetera. Ma il pubblico ministero è il dominus, la bocca della verità, il miele di ogni cronista giudiziario. E ogni pm sa di contare qualcosa solo nel momento in cui i giornalisti cominciano a bussare alla sua porta, e sa di esser diventato un divo quando si sposta nei corridoi del palazzo di giustizia inseguito dal codazzo dei cronisti.

Ricordo, molti anni fa, un pubblico ministero arrivato dal sud d’Italia. Era serio e riservato. Poi un giorno, un suo collega con cui avevo preso ad avere un po’ di confidenza, mi raccontò che quel magistrato aveva appuntamento con un sarto. “Sai, gli aveva confidato, ora dovrò vestirmi meglio, perché con questa nuova inchiesta che sto conducendo dovrò incontrare i giornalisti”. Mi aveva fatto tenerezza, ma anche un po’ paura, quasi un certo mondo stesse per cambiare. Cambiò davvero tutto, con gli anni di Tangentopoli e l’arrivo di Di Pietro, nel 1992, mentre io mi avviavo a fare un altro mestiere in Parlamento e lasciavo definitivamente il Palazzaccio di Milano. Cambiò tutto, e oggi ci risiamo, daccapo. Leggere le conversazioni tra giornalisti, alcuni dei quali famosi, e un magistrato intercettato, conoscere le loro trame per orientare l’informazione per un verso piuttosto che per l’altro, e i siluri tra colleghi e le spiate, tutto questo lascia sconcertati. Ma fa venir voglia di scappare a gambe levate senza poter nascondere il disgusto per il chiacchiericcio volgare tra magistrati.

Quando dicono che quel giornalista lì è uomo dei servizi segreti, che quell’altro è legato ai poteri forti, che quella è avvicinabile, e si chiedono se non sia meglio scavalcare il cronista e puntare ai vertici del quotidiano. Per quale scopo? Per rendere l’informazione prigioniera una volta di più del potere giudiziario. E il giornalista è posto in totale passività, come l’inconsapevole bella ragazza che passava per strada davanti a un gruppo di maschi voraci. No, non è il mio album di famiglia. Ho fatto la cronista giudiziaria per tanti anni, sono stata amica di molti magistrati e di avvocati. Sempre con reciproco rispetto. Uno schifo così non l’avevo neanche immaginato. Però voglio proprio raccontarvela questa storia di giornalisti e magistrati che ho visto e vissuto da molto vicino per vari decenni.

rif:

Indagato a Catania per corruzione e “premiato” con il Tar del Lazio

Indagato a Catania per corruzione e “premiato” con il Tar del Lazio

È indagato per corruzione in atti giudiziari ma il giudice del Tar di Catania Dauno Trebastoni è riuscito a evitare un trasferimento per incompatibilità ambientale e a farsi trasferire dove voleva: al Tar del Lazio, a Roma, sezione seconda bis, sia pure fino a dicembre. È stato il plenum del Cpga, il Csm del Consiglio […]

rif:https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2019/04/04/indagato-a-catania-per-corruzione-e-premiato-con-il-tar-del-lazio/5085576/

Sentenze vendute, indagato il giudice del Tar di Catania Dauno Trebastoni


La Guardia di finanza ha perquisito i suoi uffici della sezione etnea. E’ accusato di corruzione in atti giudiziari nell’ambito dell’inchiesta che vede coinvolti anche gli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore (che collaborano con gli inquirenti)

l giudice del Tar di Catania Dauno Trebastoni è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Catania. Il magistrato è indagato per corruzione in atti giudiziari nell’ambito dell’inchiesta che vede già coinvolti gli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore che, come è noto, stanno collaborando con gli inquirenti. La notizia è emersa dopo che in mattinata i finanzieri avevano effettuato una perquisizione negli uffici del Tar di Catania. Notizia che era stata rivelata da Live Sicilia Catania e che la Procura etnea ha confermato.

Due lettere, una destinata al Procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, e l’altra al Presidente del Tar Catania Pancrazio Savasta sono partite – a quanto si apprende – da Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato a Roma. Le lettere sono volte ad ottenere elementi utili per l’adozione di eventuali iniziative di competenza del Presidente del Consiglio di Stato o dell’Organo di autogoverno della magistratura amministrativa (Cpga), in relazione alle notizie di stampa sull’indagine e la perquisizione a carico di Trebastoni.

rif:https://www.lasicilia.it/news/catania/216223/sentenze-vendute-indagato-il-giudice-del-tar-di-catania-dauno-trebastoni.html