«Frasi improprie sui vertici della polizia», ma il Csm archivia la pratica sul pm Zucca

Genova – L’accostamento fra i «torturatori» della polizia italiana durante il G8, e quelli dei Servizi egiziani che straziarono Giulio Regeni, è stato sì «inopportuno», ma non rappresenta un elemento d’incompatibilità ambientale e quindi non è necessario alcun trasferimento. Perciò il Csm (Consiglio superiore della magistratura) ha archiviato il procedimento disciplinare nei confronti di Enrico Zucca, oggi sostituto procuratore generale a Genova, per lungo tempo pubblico ministero e soprattutto pm nel processo sugli abusi compiuti dalle forze dell’ordine alla scuola Diaz dopo il vertice che si svolse nel capoluogo ligure a luglio 2001. Il Csm ha approvato a maggioranza la delibera della prima Commissione, con 14 voti a favore, 2 contrari e 7 astensioni: tra gli astenuti i togati di Area (cioè la corrente di sinistra, ed è uno degli elementi oggettivamente più sorprendenti) e Piercamillo Davigo. 

Le esternazioni al convegno con la famiglia Regeni
La frase incriminata, da cui era nata la pratica, è quella pronunciata durante un convegno di magistrati e avvocati sul caso Regeni (lo studioso italiano rapito e ucciso dai servizi segreti egiziani all’inizio del 2016. Zucca, in quell’occasione, compì un parallelismo con il caso del ricercatore: «I nostri torturatori sono ai vertici della polizia, come possiamo chiedere all’Egitto di consegnarci i loro torturatori?». Secondo la delibera del Csm, approvata con alcuni distinguo, «dette affermazioni, certo inopportune, specie in quanto tenute da un alto magistrato, in un convegno aperto a tutti gli operatori della giustizia, potenzialmente idonee a ingenerare un clima di generalizzata sfiducia nei confronti della Polizia di Stato e a indurre a un’inappropriata associazione fra la polizia egiziana e quella italiana, non hanno tuttavia determinato, all’attualità, una vera e propria incompatibilità ambientale del dottor Zucca in relazione ai rapporti coi colleghi, la polizia giudiziaria e gli avvocati». Questo ha accertato l’istruttoria, durante la quale sono stati ascoltati anche il procuratore generale di Genova, il questore e il presidente dell’ordine degli avvocati. Del caso si era inoltre occupata anche la procura generale della Cassazione, che ha archiviato il procedimento. Le polemiche con il capo della polizia
Il capo della polizia Franco Gabrielli, ai tempi, aveva definito le parole di Zucca «arditi parallelismi e infamanti accuse, che qualificano soltanto chi li proferisce», aggiungendo: «In nome di chi ha dato il sangue, di chi ha dato la vita, chiediamo rispetto». E però per il Consiglio superiore della magistratura quelle esternazioni, alla fine, non rappresentano una violazione da parte della toga.

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