Perugia, corruzione e fallimenti: indagato giudice e altri dieci

Terrore in tribunale. Umberto Rana, il giudice-eroe. "Ha strappato alla  morte la collega" - Cronaca

La procura di Firenze chiude le indagini: a Rana contestato anche falso ideologico e abuso d’ufficio

Corruzione, falso ideologico e abuso d’ufficio. Queste le contestazioni formulate a carico del giudice Umberto Rana dalla procura di Firenze che ha notificato al magistrato e ad altri dieci l’avviso di conclusioni indagini per fatti risalenti al 2018 e 2019. La notizia è stata riportata da alcuni giornali.

Corruzione e presunte utilità In particolare al centro del fascicolo, titolari il procuratore aggiunto Luca Turco e il sostituto Leopoldo De Gregorio, ci sono presunte utilità che Rana avrebbe ricevuto da parte di alcuni professionisti, si tratta degli indagati Corrado Maggesi, Patrizio Caponeri e Francesco Mitridate, con cui secondo gli inquirenti «aveva un rapporto professionale continuativo nello svolgimento del proprio ruolo di presidente del collegio fallimentare» del tribunale di Perugia, oltreché «una assidua frequentazione». Nel mirino sono quindi finiti buoni acquisto da alcune centinaia di euro da spendere in negozi di abbigliamento; prestazioni professionali tra cui quella per lavori eseguiti nella propria abitazione; e anche promesse per «l’interessamento circa il buon esito della procedura di copertura del posto di procuratore aggiunto a Perugia di Manuela Comodi» (non indagata).

Falso ideologico In base all’avviso di conclusione indagini, poi, sono cinque le nomine per altrettanti curatori fallimentari e commissari concordatari contestate dagli inquirenti di Firenze che addebitano a Rana, conosciuto alle cronache come il giudice eroe per essere intervenuto nel tentato omicidio di una collega nel settembre 2017 all’interno del tribunale di Perugia, il falso ideologico in concorso con i professionisti incaricati. Secondo la procura di Firenze i professionisti avrebbero «attestato falsamente l’insussistenza di cause di incompatibilità dichiarando in particolare di non avere rapporti di assidua frequentazione con magistrati addetti all’ufficio giudiziario», mentre il giudice «partecipava alla nomina degli stessi pur essendo – sostengono i magistrati – pienamente consapevole dell’incompatibilità».

Abuso d’ufficio A carico di Rana viene ipotizzato anche l’abuso d’ufficio in concorso per la vicenda del concordato della Franco Colaiacovo Gold, indicata come parte offesa insieme a Giuseppe Colaiacovo: il magistrato è accusato di «aver anticipato di fatto la decisione dell’organo giudicante, avendo comunicato i nomi dei commissari giudiziali» ai professionisti Pier Francesco Valdina e Caponeri incaricati da Colaiacovo di procedere al ricorso per l’ammissione al concordato preventivo. Secondo la ricostruzione della procura di Firenze in questo modo Rana avrebbe procurato «un ingiusto vantaggio patrimoniale permettendo a Valdina e Caponeri di prospettare all’imprenditore l’accoglimento del ricorso solo nel caso egli avesse incaricato alcuni professionisti».

Gli undici indagati Oltre a Rana, Caponeri, Maggesi, Mitridate, Maggesi, sono indagati a vario titolo anche Andrea Ceccarelli, Roberto De Bernardis, Andrea Pedetta, Fabio Dominici, Alessio Mancini e Andrea Nasini, che è il presidente dell’Ordine dei commercialisti di Perugia. Tutti con i propri avvocati respingono le accuse e sono pronti a dimostrare la correttezza del proprio operato.

Rif: https://www.umbria24.it/cronaca/perugia-corruzione-e-fallimenti-indagato-giudice-e-altri-dieci

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