‘Non ci ha dato tutte le carte su Etruria e papà Boschi’. Il pm Roberto Rossi sotto il fuoco incrociato della Commissione banche

Chi si aspettava la programmata audizione del capo della Vigilanza di Bankitalia, Carmelo Barbagallo, in calendario alle 10.30 di martedì 12 dicembre davanti alla Commissione d’inchiesta bicamerale sulle crisi bancarie, ha dovuto attendere quasi un’ora. Sì, perché, nella fase iniziale dei lavori, dopo la rapida lettura di una missiva inviata da Ippolita Ghedini, sorella di Niccolò, sui rapporti intrattenuti con Veneto Banca, è subito esploso il caso del procuratore di Arezzo, Roberto Rossi.

Roma 14/11/2017, audizione in commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario dei sostituti procuratori che indagano su Monte dei Paschi di Siena. Nella foto Giordano Baggio, Pier Ferdinando Casini – Pierpaolo Scavuzzo / AGF

Quest’ultimo era stato ascoltato dalla Commissione il 30 novembre sul crac delle quattro banche tra cui Etruria, ma subito dopo era montata la polemica perché era stato ritenuto poco esplicito su alcuni procedimenti in corso, come l’inchiesta della sua medesima procura per falso in prospetto che coinvolge anche Pier Luigi Boschi, ex vicepresidente dell’istituto di credito aretino nonché padre dell’ex ministro ora sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, Maria Elena. Rossi, di tutta risposta, aveva inviato una dura lettera alla Commissione in cui si difendeva sostenendo di avere risposto puntualmente alle domande. In una nuova missiva, Rossi, dopo avere risposto alle accuse del senatore di Fl (Gruppo Federazione della Libertà) Andrea Augello, aveva ventilato la possibilità di una querela.

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