Migranti, Musumeci attacca la magistrata del Tar che ha sospeso la sua ordinanza: “E’ stata consulente di Zingaretti”

Migranti, Musumeci attacca la magistrata del Tar che ha sospeso la sua ordinanza: "E' stata consulente di Zingaretti"

Il governatore contro la presidente del Tribunale di Palermo Quiligotti: “Governo utilizza magistrati compiacenti”. L’Associazione dei magistrati amministrativi: “Toni inaccettabili, la collega ha lavorato anche con Calderoli”. La Regione Lazio: “Incarico tecnico che suggeriamo a chi firma ordinanze lesive delle prerogative dello Stato”

All’indomani della sospensiva del Tar data alla sua ordinanza sui migranti, il governatore Nello Musumeci attacca a testa bassa la magistrata che ha firmato il decreto, la presidente del Tribunale amministrativo di Palermo Maria Cristina Quiligotti. “Il governo nazionale ha impugnato la nostra ordinanza – dice Musumeci –  lo ha fatto al Tar con un magistrato che non appare al di sopra di ogni sospetto. Secondo una ‘malalingua’ è stato consulente di Zingaretti che è il capo del partito più importate al governo. Abbiamo denunciato una amara realtà e di fronte a questa denuncia il governo nazionale fa finta di non capire e utilizza magistrati compiacenti”. Il riferimento è a una nomina tra i “saggi della Regione Lazio per la semplificazione normativa” della Quiligotti, che però è stata consulente anche del ministro Calderoli della Lega e della presidenza del Consiglio nel governo Berlusconi del 2011. Musumeci però la considera di sinistra e legata al governo in carica: “Sta facendo effetto la decisione del Tar di Palermo che annulla la mia ordinanza la macchina infernale del potere si è messa in moto e produce effetti: la macchina del potere sappia che non ci facciamo intimidire”, dice Musumeci. Per l’Associazione nazionale dei magistrati amministrativi  (Anma) le dichiarazioni contro il decreto della giudice Quiligotti “hanno già superato il limite di una critica tecnica nel merito, giuridica, e hanno assunto toni inaccettabili e da rispedire al mittente”.

Musumeci rincara la dose parlando di “magistrati compiacenti del governo”: “Noi andiamo avanti, naturalmente – avverte Musumeci – perchè al di là dei bizantinismi giuridici, siamo convinti di essere dalla parte della ragione. Stiamo combattendo una battaglia di civiltà a difesa della salute di chi si trova in Sicilia, non solo dei siciliani, ma anche di quei migranti che vengono trattati da oggetto di speculazioni. Noi andiamo avanti, stiano tranquilli, non ci fermiamo al di quale di qualche prete spretato che si gira dal’altra parte.  Roma lo sappia. Se ne sono capaci, vincano questa battaglia, ma vincano con la forza della ragione, non con la ragione della forza”. Nel frattempo, ha già fatto sapere il governatore – proseguono gli accessi e le verifiche della task force regionale: martedì mattina sarà a Lampedusa e nei giorni successivi saranno “verificati accuratamente” gli oltre 40 centri di accoglienza che sono censiti in Sicilia.

Le reazioni alle durissime affermazioni del governatore non tardano ad arrivare. Per Fabio Mattei, presidente Anma, “attaccare personalmente un giudice per una decisione non condivisa, mettere in discussione la sua autonomia è grave, perché così si contesta alla base l’indipendenza stessa della giustizia”. “La dottoressa Quiligotti – continua il presidente Anma – è una servitrice dello Stato, ed è stata in passato consulente giuridica e tecnica in modo trasversale, anche del ministro della Lega Calderoli, per fare un solo esempio, come spesso succede ai magistrati che offrono la loro ‘scienza e conoscenza’ per il buon funzionamento della pubblica amministrazione. Quella del Governatore Musumeci, – conclude Mattei, è quindi una polemica sbagliata, inaccettabile, pretestuosa: da rispedire al mittente. Per difendere l’Italia, come si proclama spesso, si devono innanzitutto rispettare le sue istituzioni, a partire dalla giustizia amministrativa chiamata a dirimere controversie delicatissime e di rilevante impatto sulla società tutta. Purtroppo, in questi anni, abbiamo assistito a questa cattiva prassi, trasversale agli schieramenti politici, di attaccare alternativamente i Tar per decisioni non gradite, che non piacciono ai ‘potenti di turno’, a dimostrazione che i magistrati italiani non guardano in faccia nessuno, solo applicano la legge”.

Con una nota la Regione Lazio gudiata da Zingaretti precisa: “La dottoressa Maria Cristina Quiligotti faceva parte del Comitato per la Legislazione che venne istituito in Regione Lazio  all’inizio della prima legislatura, nel 2013.
Da sempre, le amministrazioni italiane che vogliono migliorare coinvolgono rappresentanti delle magistrature nei ruoli di produzione legislativa. Nessuna forma dunque di consulenza politica con il Presidente ma coinvolgimento istituzionale in un organismo di una qualificata competenza giuridica.Queste forme di collaborazioni dovrebbero essere trattate con rispetto perche’ utili a migliorare la qualita’ legislativa e, semmai, andrebbero consigliate a chi pone la firma su ordinanze lesive delle prerogative dello Stato.”

Sul fronte politico interviene il Pd: “Apprendo che Nello Musumeci ha attaccato la credibilità del magistrato che annullato la sua ordinanza sui migranti – dice il deputato Santi Cappellani del Pd – non so se Maria Cristina Quiligotti sia stata in passato consulente di Zingaretti. Anche fosse questo non giustifica in alcuna maniera il tentativo maldestro di Musumeci di ventilare l’ipotesi che sia “corrotta”, questo è il brutale significato che si cela dietro l’uso del termine “compiacente” e dietro la frase “non al di sopra di ogni sospetto”, usate da questo presidente della Regione. La mancanza di rispetto per le istituzioni sta oltrepassando tutti i limiti consentiti dalla normale dialettica politica. Spero si intervenga in tutte le sedi possibili”.

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