Media, innocenti alla gogna: non è giustizia

Media, innocenti alla gogna: non è giustizia

Sos malagiustizia: solo nel 2018 i casi di ingiusta detenzione sono stati ben 895 I risarcimenti hanno pesato sulle casse dello Stato per 33,3 milioni di euro. Su tv, web e giornali è prassi consolidata la delegittimazione del presunto colpevole

Sos malagiustizia: il caso Palamara si allarga a macchia d’olio. Il Vaso di Pandora è stato ormai scoperchiato, mettendo a nudo (presunte, al momento) logiche spartitorie nelle nomine ai vertici delle Procure e gettando inevitabilmente un’ombra sull’integrità morale di una parte della magistratura.

Aiutare le persone vittime di ingiustizie giudiziarie, offrendo loro assistenza e sostegno morale, anche attraverso i suoi consociati, nelle azioni giurisdizionali rivolte ad ottenere la riabilitazione morale e giudiziale: è questa la mission dell’Associazione Italiana Vittime di Malagiustizia.

Fondata dal commercialista siciliano, trapiantato a Milano, Mario Caizzone dopo le vicende che lo videro coinvolto in una querelle giudiziaria durata più di vent’anni, l’Aivm si propone l’obiettivo di tutelare “quanti subiscono documentate ingiustizie e vessazioni nel nome di una legge che non è uguale per tutti”.

Perché casi di malagiustizia come il suo e quelli di tanti altri “siano sempre più rari e vengano denunciati e comunicati correttamente ai media”. Tanto è vero che – si legge sul sito aivm.it – il primo compito che l’associazione si è prefissato è quello di “rompere il silenzio”.

Del resto non è una novità che il sistema giustizia presenti numerose storture: ingiusta detenzione, errori giudiziari, durata irragionevole dei processi, uso distorto delle intercettazioni, fuga di notizie coperte dal segreto istruttorio, ma anche la “spiccata autoreferenzialità” – per usare le parole dell’ex il Primo Presidente della Corte di Cassazione, Giovanni Canzio – di alcuni Pubblici ministeri, sono tutte facce di una stessa medaglia, la malagiustizia. E contribuiscono ad alimentare un tritacarne mediatico che inghiotte indistintamente tutti, colpevoli ma anche, e soprattutto, innocenti.

I numeri parlano chiaro: secondo gli ultimi dati resi noti da errorigiudiziari.com, i casi di ingiusta detenzione sono stati 895 nel 2018 e i risarcimenti hanno pesato sulle casse dello Stato per 33.373.830 euro. Guardando a più ampio raggio, quei numeri lievitano vertiginosamente: sulla base dei dati – che vanno dal ‘92 alla fine dell’anno scorso – recuperati dai fondatori (Benedetto Lattanzi e Valentino Maimone) del primo e più grande archivio online con tutti i casi di ingiusta detenzione, si contano oltre 27.200 casi, per i quali lo Stato ha speso fino a oggi più di 700 milioni di euro.

Proprio a supporto di gente ingiustamente detenuta ma anche persone che ritengono di essere state danneggiate da ritardi, superficialità, malintesi, interpretazioni errate, lungaggini e comportamenti arbitrari posti in essere da chi amministra giustizia, interviene l’Aivm, che dal 2012 ad oggi ha aiutato gratuitamente ben 7.863 vittime di malagiustizia provenienti da tutta Italia.

Le informazioni richieste, oltre ai dati personali, sono quelle relative alla propria vicenda giudiziaria: data di inizio, parti in causa, tipologia della procedura e situazione attuale.
I professionisti che collaborano in forma volontaria con l’associazione, dopo aver analizzato e approfondito la vicenda, consiglieranno gratuitamente su quali azioni intraprendere e se e come proseguire.

I DATI PARLANO

895

sono i casi in Italia di ingiusta detenzione registrati nel 2018

33 mln di €

è quanto lo Stato ha sborsato nel 2018 a titolo di risarcimento per ingiusta detenzione

27.200

sono i casi di ingiusta detenzione registrati in Italia dal 1992 al 2018

700 mln di €

è quanto lo Stato ha sborsato per i risarcimenti dei casi di ingiusta detenzione dal 1992 al 2018

236 €

è l’indennizzo percepito in media da un innocente per ogni giorno trascorso in custodia cautelare in carcere

118 €

è l’indennizzo percepito mediamente da un innocente per ogni giorno trascorso in custodia cautelare agli arresti domiciliari

Rif: https://qds.it/media-innocenti-alla-gogna-non-e-giustizia/?refresh_ce

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