«Bari, mazzette in cambio di sentenze»: ex giudice civile risarcirà lo Stato

BARI – Per due volte ha venduto o provato a vendere la giustizia in cambio di soldi, e per questo è stato condannato, per due volte, in sede penale. Ora lo Stato ha presentato il conto all’ex giudice civile Domenico Ancona, 67 anni, rimosso nel 2008 proprio a seguito dell’arresto per concussione: dovrà pagare 150mila euro per il danno d’immagine provocato dallo scandalo di un magistrato che prende mazzette.

Lo ha deciso la Corte dei conti, che ha accolto la richiesta presentata dall’allora vice-procuratore Pierpaolo Grasso. Un anno fa i finanzieri del Nucleo tutela spesa pubblica, agli ordini del colonnello Giacmo Ricchitelli, avevano notificato ad Ancona un sequestro conservativo da 150mila euro disposto dai giudici contabili proprio per questa vicenda, sequestrando la pensione e alcuni conti bancari. Una vera e propria corsa contro il tempo, quella dei finanzieri, per evitare la prescrizione del diritto erariale visto che l’ultima sentenza di condanna risale al 2013.

«L’avvenuto accertamento, nell’ambito dei diversi procedimenti giudiziari, di più fatti costituenti reato induce a ritenere che l’episodio in contestazione non sia stato un fenomeno isolato», dice la sentenza (presidente Orefice, relatore Quarato) che richiama le due sentenze penali definitive (tre anni ciascuna) emesse dal Tribunale di Lecce nei confronti di Ancona. La prima per una tangente di 15mila euro chiesta alla titolare di una impresa (con la mediazione di un geometra) in cambio dellla provvisoria esecutività di un decreto ingiuntivo. La seconda, sempre con la collaborazione dello stesso geometra, per il tentativo di ottenere 150 milioni di lire in cambio di una sentenza favorevole nella disputa tra un consorzio e il Comune di Altamura per la mancata realizzazione di un parco a tema. 

«La collettività – hanno scritto i giudici contabili – vede in tali casi tradita la missione istituzionale demandata alla figura del giudice il quale, nell’ambito dell’ordinamento costituzionale, è posto a presidio della tutela dei diritti e degli interessi dei singoli». Una valutazione che suona come un monito anche rispetto ai casi più recenti di corruzione in atti giudiziari oggi nel mirino della Procura Lecce, casi che stanno facendo discutere: anche per la giustizia svenduta nel Tribunale di Trani, una volta che le responsabilità penali saranno accertate, la Corte dei conti potrebbe chiedere il risarcimento per il danno all’immagine dello Stato.

rif: https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1165173/bari-mazzette-in-cambio-di-sentenze-ex-giudice-civile-risarcira-lo-stato.html

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